Chiunque abbia provato a stampare filamenti flessibili (TPU/TPE) sulla propria stampante 3D FDM conosce la frustrazione: velocità di stampa ridotte a lumaca (spesso sotto i 20-30 mm/s), continui inceppamenti nell’estrusore, filamento che si attorciglia intorno alle ruote zigrinate e l’immancabile effetto “stringing” (i fastidiosi fili di bava tra una colonna e l’altra).
Il TPU è sempre stato considerato il “re dei materiali funzionali”, fondamentale per creare guarnizioni, custodie, smorzatori di vibrazioni e suole per calzature, ma anche il più grande incubo per il workflow di un maker.
Le cose, però, stanno cambiando radicalmente grazie a Recreus, l’azienda spagnola pioniera dei materiali flessibili, che ha deciso di scardinare le regole del gioco introducendo innovazioni cruciali, tra cui il rivoluzionario standard FilaFlex da 2.2 mm.
Che cos’è il FilaFlex e perché ha fatto la storia
Recreus, fondata da Ignacio Garcia, è stata la prima azienda al mondo a focalizzarsi esclusivamente sulla produzione di filamenti elastici di altissima qualità per la stampa 3D desktop. Il loro prodotto di punta, il FilaFlex, è diventato nel tempo il punto di riferimento del settore grazie a una caratteristica fondamentale: una costanza di diametro millimetrica e una formulazione chimica studiata per ridurre l’attrito nei tubi guida (Bowden) e negli hotend.
Il FilaFlex non è un blocco unico, ma una famiglia di materiali classificati in base alla scala di durezza Shore (che misura l’elasticità di un materiale):
- FilaFlex 95A: Il più rigido della famiglia (simile alla plastica di un copertone). È il più facile da stampare, ideale per chi inizia o possiede sistemi di estrusione Bowden.
- FilaFlex 82A: Il classico bilanciamento tra flessibilità e stampabilità.
- FilaFlex 70A “Ultra-Soft”: Incredibilmente elastico (ricorda la consistenza di una gomma da masticare o del silicone). Richiede estrusori direct-drive sofisticati ma offre proprietà di smorzamento uniche.
La svolta tecnologica: Il diametro da 2.2 mm contro i colli di bottiglia
Il vero limite fisico dei filamenti flessibili tradizionali sta nel diametro standard da 1.75 mm. Essendo molto sottile ed elastico, quando l’estrusore spinge il filo verso l’hotend caldo, il filamento si comporta come uno spago bagnato: invece di avanzare dritto, flette e si accartoccia nel minimo spazio vuoto tra le ruote dell’estrusore e l’ingresso della gola.
Per risolvere questo problema alla radice e permettere ai professionisti di stampare TPU alle velocità delle moderne stampanti CoreXY (come quelle del panorama Bambulab o Prusa), Recreus ha introdotto un nuovo diametro brevettato: il FilaFlex 2.20.
Perché 2.2 mm fa la differenza?
Aumentando il diametro del filamento a 2.2 mm, la sezione trasversale del filo aumenta, garantendo una rigidità strutturale notevolmente superiore durante la spinta, pur mantenendo la stessa identica elasticità finale una volta fuso e depositato dal nozzle.
I vantaggi pratici sono dirompenti:
- Velocità di stampa triplicate: È possibile spingere la stampa del TPU oltre i 100-120 mm/s senza rischiare il blocco dell’estrusore.
- Compatibilità estesa: Riduce drasticamente la necessità di utilizzare esclusivamente estrusori Direct Drive ultra-ottimizzati, migliorando le performance anche su macchine più datate.
- Flusso costante: Maggiore controllo sulle ritrazioni, riducendo quasi a zero i difetti estetici superficiali.
Per approfondire i test tecnici e le configurazioni software di questi materiali, la community internazionale si confronta attivamente sulle sezioni dedicate ai materiali flessibili di piattaforme come Reddit 3D Printing, dove i profili di slicing per FilaFlex vengono costantemente aggiornati per i principali slicer (OrcaSlicer e PrusaSlicer).
Applicazioni pratiche: Dall’automotive alla moda
L’adozione di un TPU veloce e affidabile apre le porte a applicazioni industriali e di design che prima richiedevano stampi a iniezione costosissimi. Nel settore dell’automotive, il FilaFlex viene usato per prototipare boccole, passacavi e guarnizioni resistenti agli idrocarburi. Nel settore del design e dell’abbigliamento, brand di moda internazionali utilizzano il FilaFlex per stampare intere tomaie di scarpe personalizzate o inserti elastici per capi tecnici strutturati.
E tu hai già provato a stampare il FilaFlex o combatti ancora con gli inceppamenti del classico TPU 1.75? Qual è la tua durezza Shore preferita per i tuoi progetti funzionali? Raccontacelo nei commenti qui sotto!